Diario del viaggio in Gran Bretagna |
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2002-08-08Giovedì di preparativi e valigiamenti; ci raccomandiamo con Mamma di portare meno roba possibile (un vecchio tormentone delle nostre vacanze), tanto fa un caldo che si schianta, ed è del tutto inutile portarsi dietro due paia di scarpe a testa, i maglioni, etc etc. 2002-08-09Venerdì mattina partiamo di buon'ora, alle 9, con il carrello-tenda stipato di valigie e coperto da tavolo e sedie. Arrivati in Francia, cominciamo a pensare a dove fermarci per la notte. Ho comprato una guida/mappa ai campeggi d'Europa: DeAgostini "Campeggi Europa" ISBN 88-511-00985 €10,30. Non fate lo stesso errore. Ha delle cartine in scala turistica (tutta la Francia in tre paginette) con segnati i campeggi, identificati da un numero. Segue un elenco degli stessi campeggi, con dettagli. Tutto bene, se non fosse che i campeggi sono ordinati alfabeticamente per località, e i numeri siano assegnati a casaccio; inoltre, non sempre un campeggio è elencato sotto la località a lui più vicina sulla mappa; per questi motivi, è piuttosto difficile passare dalla mappa alla descrizione del campeggio. Ho cominciato a segnare a penna sulla mappa il numero di pagina della descrizione di ciascun campeggio. Al ristorante 'Tipì' (nel senso della tenda dei pellerossa) ci sono cameriere carine, gente di varie lingue, e una bella atmosfera. Proviamo a ordinare, ma tra il rumore di fondo, tra che parliamo in tre insieme (sempre in tre lingue), la cameriera si confonde e invece di portarci un filetto al pepe, uno al vino e due tartare ci porta due al pepe, uno al vino e uno scondito. Evitiamo di lamentarci, potrebbe essere scomodo farsi capire. Per chiudere chiediamo due caffè con panna e due cioccolate pure: il caffè ("Espressó") aveva l'unico pregio di essere caldo, la cioccolata era fatta con l'acqua (invece del latte) e il cacao non era stato sciolto (agguato sul fondo); la panna risollevava un po'. Torniamo alla tenda dopo aver dolorosamente pagato (€78 !!), e troviamo che i tetti si sono riempiti d'acqua (ha smesso di piovere poco prima che uscissimo dal ristorante). Scuotiamo via l'acqua, rischiando di fare diverse doccie e creando un paio di laghetti, e procediamo a picchettare. Scopriamo quindi che il sistema di tiranti della tenda è alquanto carente: solo quattro punti laterali, più due sulla veranda davanti. Tirantiamo e torniamo dentro, anche perché ha ricominciato a piovere. Ci mettiamo a dormire nonostante tutto. Primo giorno: 880Km 2002-08-10Sabato mattina ci svegliamo chi prima chi dopo, e notiamo che sta ancora piovendo, che i tetti sono di nuovo pieni d'acqua, e che fa piuttosto freschino. Ringraziamo Mamma per aver insistito per portare i maglioni. Io me ne sono scordato... mi infilo una camicia. Aspettiamo che smetta di piovere, andiamo a far colazione, di nuovo al Tipì non avendo molta scelta (siamo fuori paese). Chiediamo due cappuccini, due caffè e due cornetti. Il capuccino è il caffè con la panna della sera prima: stavolta non è neppure caldo. Il caffè è in tazza più piccola, ma non è migliore. I cornetti sono panosi e salati (???). Lasciamo perdere. Richiudiamo il carrello-tenda: "In che ordine si piega?" "Tira di là!" "No, no, prima qui" e cose del genere. Finalmente chiuso, rileghiamo tavolo e sedie (un po' zuppi dalla nottata di pioggia) e via verso nuove avventure. Itinerario previsto: nord, nord-ovest, fino a Calais, evitando di passare vicino a Parigi. Meno male che abbiamo comprato una cartina Michelin abbastanza dettagliata. Io navigatore. A proposito di frigorifero. L'abbiamo messo nel bagagliaio, e si è quindi presentato il problema di tenere fresco il lato caldo dello scambiatore di calore. Al centro del sedile posteriore è presente uno sportello per il trasporto di oggetti lunghi, tipo pali, con un'estremitå nel bagagliaio e l'altra tra i sedili anteriori. Inoltre tra i sedili anteriori è presente una bocchetta dell'aria che soffia indietro. Babbo ha prontamente tagliato via il fondo da un flacone di lubrificante, facendone una specie di bocchetta da aspirapolvere, e al collo ha nastrato un largo tubo di gommapiuma. Così adesso abbiamo un tubo che dalla bocchetta dell'aria va al frigorifero nel bagagliaio, passando in mezzo tra me e mio fratello, seduti dietro. Ricorda un po' il "flusso canalizzatore". Sta flussando... Arriviamo a Calais. Ci appropinquiamo al porto per prendere il traghetto; ci sono due linee: "P&O Stena" e "Seafrance". Babbo parcheggia e io e Marco andiamo a prendere il biglietto. Vado per il bigliettaio P&O, leggo su un cartello prezzi spaventosi (€270 per macchina?!?). Chiedo alla Seafrance: 4 persone, automobile, rimorchio. Se partiamo subito (19:15) e torniamo oltre cinque giorni sempre in orario da prezzo alto sono €860, se partiamo alle 20:45 e idem sono €670. Mi spavento, faccio scrivere le cifre e torno da Babbo per conforto. Non conforta molto... molliamo macchina a carrello e entriamo tutti dal bigliettaro. Proviamo P&O, stessi prezzi, ma per il "ridotto" dobbiamo aspettare le 22:30. Torniamo da Seafrance e facciamo il biglietto solo andata; costa un pelo più ma almeno possiamo tornare quando ci pare (b:"Fra quanto tornate?" io:"Dieci giorni, giorno più giorno meno" b:"Tornate di sabato, domenica o infrasettimanale?" io:"Facciamo solo andata che è meglio...") Ci pelano €356. Check su saggezza dc 18 per non incazzarci. Fallito miseramente. io:"Ma perché i prezzi sono così alti?" b:"È estate" io:"Ma coi soliti soldi ci sono andato in Australia!" b non risponde... Facciamo due passi per il parcheggio per sbollire, con scarsi risultati. Decidiamo di metterci in fila per l'imbarco con largo anticipo; ci infiliamo dietro una macchina dall'aspetto inoffensivo. La tizia del controllo biglietti ci fa cenno di tornare indietro; esco per mettere la retromarcia al carrello e un solerte dirigitraffico mi dice che la macchina davanti a noi ha un cane, per cui servono circa dieci minuti per passarlo (al setaccio?). Cambiamo corsia e ci infiliamo dietro una macchina con targa britannica e occupante di etnia camitica; la controlla-biglietti gesticola, agguantiamo il solerte e chiediamo delucidazioni. Entra nel gabbiotto e non scappa più. Cambiamo corsia di nuovo; finalmente passiamo. Nota: per fare il biglietto abbiamo dovuto dare targa della macchina e documenti di tutti, per passare il controllo biglietti pure. Fanno più controlli che in aereoporto! Traversata senza niente da riportare, tranne forse che ci attacchiamo a una presa di corrente per ricaricare un po' di pile. Scendiamo a Dover, telefoniamo a Lena, e ci accorgiamo che non abbiamo la più pallida idea di come muoverci: siamo senza mappa! Imbocchiamo la strada sbagliata, torniamo indietro, vediamo un cartello di campeggio che ce lo promette vicino. Seguiamo. Ci ritroviamo in una stradina di campagna; non siamo molto sicuri di aver capito bene il cartello. Altro cartello, seguiamo. Via così per tre o quattro volte, attraversiamo un caratteristico paesino, la cui via principale sembra essere Station Road, e finiamo in un campeggio molto carino e molto chiuso. Caso caso passano degli italiani, che ci dicono che l'ufficio ammissioni ha appena chiuso. Da alcuni indizi (cartelli) deduco che è disponibile un'apposita area per i ritardatari: basta mettere in una busta i propri dati e i soldi e parcheggiare; la mattina dopo si regolarizza il tutto. Non abbiamo sterline! Metto un biglietto promettendo che avremmo pagato la mattina dopo, parcheggiamo, montiamo il carrello (senza veranda, senza picchetti). Facciamo una frugale cenetta al quasi buio di una torcia elettrica, formaggio (italiano) col pane (francese), e ci infilianmo a letto. Secondo giorno: 750Km + 1h30 di traghetto 2002-08-11Mattina fredda e umida. Usiamo i bagni del campeggio, smontiamo il carrello, paghiamo (carta di credito) e via di nuovo. I cartelli stradali sono sconcertanti: distanze i miglia, limiti di velocità che ci sembrano in chilometri (la stradina di campagna ha limite a 50), guida a sinistra coi cartelli a destra... oh boh. Decidiamo di dirigerci verso il camping di Chertsey, segnato sulla guida DeAgostini; senza cartina non è facile, ma decido di prendere la M25 (London Orbital). Lungo la via ci fermiamo in un area di servizio dove prendiamo una cartina del Regno, una di Londra, e una colazione (balorda come al solito) da £9.6. Quanto le cartine. O le cartine costano poco, o i self-service/bar rubano. Forse entrambe. Proseguiamo per Chertsey, facciamo un giro pèsca in paese e entriamo nel campeggio. La cortese tizia ci accoglie e ci spiega che siccome c'è il fiume vicino, e noi non abbiamo prenotato, non può farci entrare: chiedo delucidazioni; mi spiega che il fiume provoca allagamenti per sorgive, e quindi devono stare attenti a chi/quanti fanno entrare. Non capisco ugualmente il nesso, ma lascio perdere, anche perché ci indica un altro campeggio vicino. (E)Seguiamo e ci ritroviamo in un parcheggio con parco giochi. Ci avviciniamo a una struttura che sembra un ufficio, però sono bagni pubblici. Backtrack e troviamo un cancello, apribile a mano, per cui entriamo a piedi e arriviamo alla roulotte della reception. Non sembra esserci nessuno, ma dopo poco arriva una signora roca che ci ammette al campeggio: Marco paga meno (adulti == sopra 18), la macchina va lasciata fuori, ci dice lei dove metterci. Quando le spiego che abbiamo un carrello-tenda ci dice che possiamo usare anche l'elettricità. Piazziamo tutto: camere, veranda, cucina, picchetti, stuoia per pavimento, attacco alla corrente. Prepariamo il pranzo: spaghetti al pesto; peccato essersi dimenticati del sale. Facciamo finta di niente, e mangiamo proprio bene. Rapide pulizie, e partiamo per andare a trovare Lena. Grazie a un biglietto con l'indirizzo, una mappa, e i cartelli stradali, prendiamo solo tre svolte sbagliate e allunghiamo di soli 60Km. Menomale che abbiamo i telefoni, e con qualche aiuto telefonico da Lena riusciamo ad arrivare. Chiacchiere varie, controllo Internet per dove stia il museo dei carrarmati (Bovington esiste, ma è troppo piccolo per la mia mappa; ce l'ho aggiunto a mano), e quanto costano i traghetti per l'isola di Man (troppo, mi sa che evitiamo), cena al cinese. Molto buono, cameriera simpatica che vuo imparare l'italiano, chiacchiere. Prima di cenare passiamo da un alimentari e facciamo provviste (il sale!). Torniamo indietro senza sbagliare strada, mettendoci meno di un'ora. A letto. 2002-08-12Lunedì mattina sveglia tranquilla, colazione latte e caffè, docce. Babbo parte con la bustina, ma ci accorgiamo dopo un po' che non ha preso lo shampoo. Né il sapone. Vado là per portarglieli e/o fare la doccia, e scopro che si è lavato col sapone da barba. Spray. Sconcertato, mi infilo a mollo. Lavati tutti partiamo per il centro; decidiamo di prendere il treno da Shepperton. Il bigliettaio non c'è, usiamo la macchinetta automatica che è un po' carente sul lato feedback (le lucette non si vedono molto di giorno), ma ce la facciamo. Ci avviciniamo al binario e vedo il bigliettaio che ha appena aperto: chiedo se ho fatto il biglietto giusto (travelcard, 1 giorno): conferma, partiamo. Dopo un bel po' di treno e metro, arriviamo in Oxford Circus, e decidiamo di mangiare. Andiamo per panini, e ci accorgiamo che anche i panini da poco non sono proprio "da poco"; vabbè, qui è tutto caro. Giretto in Forbidden Planet, qualche libreria, qualche negozio in Oxford Street. Verso le cinque decidiamo di fare Carnaby Street. Arriviamo in Great Marlborough Street e Babbo dice "quell'edificio con quel galeone sopra... mi dissero che era qualcosa di importante..." e io "è Liberty!" Passiamo un'ora dentro. Tra gli acquisti: cartoline non-turistiche (io), coniglietti di pezza a sconto (io e Marco, per regali), saponi (Mamma). 2002-08-13Martedì mattina: volevamo fare un altro giro per Londra, ma è una bella giornata e decidiamo di andare a vedere Duxford, dove c'è un museo dell'aviazione. Ritornati a Shepperton, ceniamo nel pub "The Kingfisher" vicino al campeggio. Roba buona, cameriere carine e simpatiche. 2002-08-14Mercoledì mattina partiamo per visitare la nave "H.M.S. Belfast". Molto riverniciata, sa un po' di finto, di "nave in bottiglia" per turisti. 2002-08-15Giovedì partiamo sperando in meglio. Tappe: centro info in Regent St. per sentire di spettacoli (voglio una serata a teatro! però devo trovare qualcosa che non spalli i non anglofoni...), ristoranti (li voglio portare a un giapponese), e amenità varie. Segue giro allo Science Museum, e in pomeriggio molliamo Marco al "Game On" e ce ne andiamo per musei (vorrei fare un salto alla Tate Modern). Prevedibilmente il programma non funziona... al centro info scopriamo che: gli spettacoli vanno prenotati MOLTO in anticipo (quando dico alla signora "domani sera" quasi si mette a ridere); di ristoranti giapponesi ce n'è anche troppi; il tunnel sotto la manica dovrebbe costare £99 auto+tutti quelli che ci sono dentro. Per tutta la giornata ci sono stati problemi con la metropolitana: linee semi-chiuse, binari inaccessibili, ritardi. Mi convinco sempre di più: la underground non è fault-tolerant nemmeno un pochino. 2002-08-16Venerdì partiamo di buon mattino verso Bovington e il museo dei carri armati. Io e Mamma non siamo molto entusiasti. Marco non è molto attento al fuso orario, e invece di svegliarci alle sette e mezza (GMT) ci sveglia un'ora prima (aveva lasciato il Palm su CST). Per cui la definizione di "buon mattino" va presa con le pinze. Cmq andiamo. Marco navigatore, e se la cava abbastanza. Il museo in effetti non è granché: carri armati di diversi periodi, ma bene o male il design è sempre lo stesso; per di più non sono neppure tenuti molto bene: tanto stucco e vernice, pochi restauri seri. En retournant ci fermiamo a Southampton, passiamo da un bar e poi da un quartiere che dovrebbe essere di antiquari: in pratica ci sono negozi chiusi da tempo, in via di apertura, e qualcuno che avrebbe anche potuto essere aperto, ma fa orario 11-16.30, e sono le cinque e mezza. 2002-08-17Sabato a Lower Basildon. Partiamo con calma, verso le dieci e un quarto; alle undici siamo là. Lena sta ancora preparando, ci mettiamo a sedere in giardino e attacchiamo gli stuzzichini. Un po' in ritardo (causa traffico sulla M25 London Orbital) arrivano Ellen, Robert e Steven. Nonostante siano diversi anni che non li vedo, devo dire che hanno sempre la stessa faccia. Saluti e abbracci, poi a tavola: è poco dopo l'una. Antipasto di salmone e insalata, poi agnello arrosto al cartoccio con contorni di verdure varie e una specie di tabule, formaggi e frutta, e infine Pavlova. Il pomeriggio è proseguito in chiacchiere più o meno leggere, più o meno traducibili, comprese storie di famiglia, discussioni su arte e storia, consigli per cose da vedere. Io e Marco facciamo del nostro meglio per far partecipare anche Mamma e Babbo, ma dopo un po' diventa impossibile, e lasciamo che gli inglesi si chiacchierino tra di loro. Dopo cotanto pranzo cena in tenda a base de tè e biscotti. 2002-08-18Domenica mattina partiamo di buon'ora alla volta del mercato di Camden Town, indicatoci da Ellen. Si tratta di un mercatino di strada, in cui vendono soprattutto accessori/abiti in pelle, trabiccoli per fumatori di hashish, e ammennicoli che sarebbero sembrati pacchiani negli anni '60. Dopo qualche giretto perdiamo ogni speranza di trovare qualche cose di interesse, per cui ci avviamo verso la stazione della metro. Che non è quella da cui siamo entrati, in quanto dalle 13 alle 18 di domenica resta chiusa. Il fatto che siano appena le undici non sembra di particolare rilevanza alle porte, che rimangono ostinatamente chiuse. L'obiettivo è adesso Buckingham Palace, dove Mamma vuole ammirare il Cambio dell Guardia della Domenica, che dovrebbe tenersi a mezzogiorno. Alle 12 e 20 siamo lì, ma non si vede traccia di Cambi, di Guardie o di gente a guardare. Un cartello dietro la cancellata avverte che, tranno in caso di pioggia eccesiva, il prossimo cambio si terrà domani alle 11.30. Ci sentiamo un po' presi per i fondelli. Cena in tenda. Andiamo a letto e comincia a piovere. Brutto presagio per la chiusura del carrello domattina. 2002-08-19Domattina - errr - la mattina dopo, lunedì, ci svegliamo e non piove più. Facciamo colazione e esce il sole. Oh bene! Smontaggio del carrello, docce, e via dal campeggio. Molliamo il carello davanti alla reception e andiamo a fare spesa: serve del pane per la cena e del tè da regalare. Nel frattempo abbiamo chiesto conferme (via telefono e servizi info) sul prezzo del tunnel: non so dove avessero pescato i £99 al centro informazioni, ma ora ci confermano £340 o giù di lì. Dopo tutto il traghetto costa meno... Dopo qualche altro miglio arriviamo a Dover, dove sbagliamo corsia, poi riusciamo a fare il biglietto, poi imbocchiamo la via del traghetto, poi ci accorgiamo che manca più di un'ora, quindi prendiamo l'uscita, ci facciamo fermare da un impiegato della dogana tra l'impaurito e l'incazzato, a cui dobbiamo (i.e. devo) spiegare che abbiamo sbagliato strada; stranamente ci lascia andare. Per ammazzare il tempo proviamo ad andare (carrello compreso) a vedere il castello di Dover. Dopo varie vie sbagliate (ormai sta diventando inevitabile) scopriamo che bisogna pagare £7.50 a testa; già è un furto, poi nell'ultima area di servizio abbiamo cambiato tutte le sterline (compresi un po' di spiccioli) di nuovo in euro. Quindi torniamo verso i moli, e ci infiliamo in attesa. A bordo ci buttiamo in un divano e aspettiamo. Ci viene sete: il bar "Le Pub" accetta solo sterline. Come sarebbe a dire? È una linea francese, le prese della corrente sono francesi, le scritte sono in francese prima che in inglese, e non accettate euro? Ci dicono che gli si è rotta la macchina: e che macchina serve? Un cassetto? Un riconoscitore di euro falsi? Boh! L'altro bar dovrebbe accettarli. Peccato che l'altro bar abbia un grande assoritmento di beveraggi: CocaCola, Fanta, acqua, Heineken. Prendiamo una coca e un succo di frutta. Scendiamo a Calais, e la nostra potente guida ai campeggi ci dice che non ci sono campeggi in un raggio di 70 Km. Usciamo dall'autostrada e chiediamo al casellante: ce n'è uno a tre Km. Trattasi di hotel due stelle con campeggio quattro. Babbo decide di approfittare dell'albergo, e del ristorante. Mangiamo, dormiamo, colazione, conto. 2002-08-20Via verso sud: ci ributtiamo in autostrada. Piove e nebbia, piove e piove, piove e piove e nebbia. Volevamo passare una quasi giornata a Reims e vedere la Champagne: piovendo decidiamo di passare oltre. Ci fermiamo ad un'area di servizio (terzo tentativo) e ci facciamo scambiare €32.50 (199F08) per una bottiglia di Pommery, e facciamo pranzo. Marco prende un "Anduillette grillée", che risulta essere un budello ripieno dall'odore nauseabondo e sapore vomiteabondo, perdipiù invadente e contagioso: pure le patatine a contorno diventano difficilmente mangiabili; manco a dirlo resta molto nel piatto. 2002-08-21Mercoledì, ultimo giorno. Ci alziamo di buon'ora (prima delle otto!), smontiamo il carrello, incasiniamo la disposizione del carico (c'è un gran movimento di roba dal baule della macchina a dentro il carello e viceversa), e partiamo. L'idea è quella di andare fino a casa. Autostrada verso sud, fino alle Alpi, con pausa pranzo in mezzo. Verso il Monte Bianco veniamo bloccati all'ingresso della bretella autostradale: c'è un'automobile contromano, non fanno entrare nessuno. Per fortuna se la sbrigano rapidamente, e possiamo passare. Cena in Autogrill italiano, e siamo a casa venti minuti dopo la mezzanotte. Chilometri totali percorsi: circa 4800. |